Previdenza Flash

Published on ottobre 3rd, 2017 | by Paolo Zani

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Italia: il paese di Bengodi per gli invalidi?

Le recenti affermazioni dei politici e degli studiosi di economia  sulla necessità di prestare attenzione alla crescita delle pensioni di invalidità rende attuale quel vecchio detto secondo il quale ” In Italia, un sigaro, una croce di cavaliere ed …una pensione di invalidità non si negano a nessuno”. Le statistiche sul numero degli italiani che si fregiano della qualifica di invalido (otto milioni, dieci milioni: ma quanti sono in realtà?) confermano l’affermazione ed è, quindi, logico che ogni volta che si parla di tagli alla spesa pubblica si punti il dito sulle pensioni di invalidità.
Se ci fermiamo, però, ai soli numeri (ammesso che siano credibili) avremmo un quadro distorto della realtà.
Quando si parla di invalidi, non si può generalizzare: con lo stesso termine si accomunano fenomeni sociali del tutto diversi. Cosa accomuna, per esempio, un bambino portatore di handicap con un autotrasportatore rimasto infortunato sul lavoro, oppure con un militare vittima del dovere?
Va, poi,  anche detto che non tutti gli invalidi hanno lo stesso trattamento, né fanno capo allo stesso Ente gestore. E, come se non bastasse, non tutti gli enti dispongono di apparati statistici aggiornati e credibili. Fa eccezione l’Inps, che ha un monitoraggio continuo dei titolari di pensione di inabilità o di assegno di invalidità parziale. In questa vera e propria torre di Babele degli inabili, vediamo di fare chiarezza e di dare a Cesare quel che è di Cesare.

Un panorama completo ma sintetico sulle prestazioni di invalidità lo trovate nel n° 194 di Previdenza Flash.
Tutti i numeri di Previdenza Flash li trovate qui.



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