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Published on novembre 15th, 2014 | by Paolo Zani

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Anno 2014: importo aggiuntivo ai pensionati con trattamento minimo

L’INPS con proprio messaggio n^ 8658 del 11 novembre 2014 (non reperibile sul sito INPS) ha dato disposizioni operative per l’attuazione. anche per l’anno 2014, della legge 23 dicembre 2000, n° 388 (Legge Finanziaria per il 2001) che ha introdotto , a partire dal 2001, un importo aggiuntivo da corrispondere, in presenza di particolari condizioni di reddito, ai titolari di pensioni il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo.
Ad averne diritto sono i cosiddetti “incapienti” ovvero coloro che, titolari di una rendita pensionistica il cui importo complessivo annuo è inferiore o pari al trattamento minimo dell’INPS, pur avendo diritto alle detrazioni fiscali, non possono goderne perché il loro importo è superiore alle imposte che dovrebbero pagare.
Come dicevamo, a disporre il rimborso di cui parliamo è stata la Legge Finanziaria per il 2001. Questo provvedimento, infatti, diminuendo il prelievo fiscale attraverso una riduzione delle aliquote ed un innalzamento delle detrazioni, ha previsto anche un rimborso fiscale “una tantum” in favore di chi non avrebbe potuto beneficiare degli sgravi perché titolari di una pensione “minima”. Per vedersi riconoscere il rimborso è, però, necessario rispettare alcuni criteri selettivi che permettono di attribuire il bonus solo a coloro che hanno bassi redditi e, quindi, non fruiscono di tutte le detrazioni fiscali possibili.
In pratica, per poter ottenere il “bonus”, il pensionato “single” non deve godere di redditi assoggettabili all’Irpef d’importo superiore a una volta e mezza il trattamento minimo. Se il titolare della pensione è coniugato allora occorre tener conto anche dei redditi del coniuge.
Sono escluse le pensioni di categoria INVCIV,PS,AS, VMP (Mutualità casalinghe) ed altre categorie particolari.
Anche per il 2014, l’importo aggiuntivo è rimasto fermo nella cifra di 154,94 €. Sono, invece, cambiati i limiti di reddito per poter ottenere il beneficio.
Ecco, allora, cosa c’è da sapere su questo argomento.
Per aver diritto all’aumento bisogna verificare due parametri reddituali:
1) L’importo complessivo della pensione comprese eventuali maggiorazioni sociali
2) Il reddito personale o coniugale

Tabelle, limiti di reddito ed esempi pratici nel n° 102 di Previdenza Flash.
Tutti i numeri di Previdenza Flash li trovate qui

 

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